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Ci manca un po' il Foglio "corsaro"

21 Settembre 2009 alle 19:35

Intendiamoci: per chi ha letto "il Foglio" fin dalla sua nascita, la scorribanda di Scalfari sull'Andrea's Version e le citazioni che i Diamanti e i Serra fanno del nostro amato direttore, non possono fare che piacere. Insomma, una bella rivincita: segno che l'intelligenza non la si compra al mercato, ma la si costruisce in anni e anni di esercizio, a volte scomodo, fino a vedersela riconoscere addirittura da coloro che ne rivendicavano l'uso e l'esercizio, con prosa enfatica e sprezzante, da sempre. Tuttavia, nel momento in cui si discute di oligarchie ed elites, di gruppi di potere che lo esercitano nei loro esclusivi interessi, e classi dirigenti che invece pensano (o dovrebbero pensare) più lontano, agli interessi della collettività futura - magari passando come panzer sulle oligarchie del presente che la strada al futuro irrimediabilmente la bloccano - tanta fortuna, tanta cordialità e citazionismo preoccupano. Il motivo è semplice. Abbiamo due possibilità: o dalle parti di Largo Fochetti è passata, come in una brezza di primavera, una mano magica che fa diventare tutti buoni e fa sorridere all'odiato "amico del mio nemico" che mi vuole togliere dei privilegi, oppure dalle nostre parti si è cominciata a tessere una tela di Penelope differente rispetto a quella "corsara", che faceva sinceramente credere che in un manipolo di giovani teste "che pensano per conto loro" non potesse mai instillarsi il tarlo della "appartenenza" ad una bella società, come quella giornalistica è, per rincorrere i priovilegiati. Insomma dirsi "fogliante" era nella vulgata di HPC un po' come dirsi "corsari". Direttore, ci dica che è ancora cosi'. E che sarà sempre cosi', nonostante le incursioni dei "pirati". Ci faccia sognare ancora.

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