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Fede e ragione

18 Settembre 2009 alle 09:16

L'imam di Pordenone Mohamed Ovatiq dice che il padre di Sanaa è un alcolizzato e che in questa tragedia l'islam non c'entra. Non credo che si possa archiviare la morte di Sanaa semplicemente come una "tragedia dettata dall'ignoranza." E Hina, Derya, Rukhsana, Fadimem, Heshu, Sohane, Sahjda, Hatin, Morsal? Tutte uccise pechè il padre era alcolizzato e ignorante ? E' vero, ci sono anche italiani "cristiani" che commettono delitti così mostruosi, ma in Italia, come in altri stati occidentali tale delitto è punito dalla legge, e non è certamente ammesso dalla religione cristiana. Negli Stati islamici il "delitto d'onore" è doveroso. Non si è considerati "buoni musulmani" se non si "purifica" il nome della famiglia dal disonore di avere un figlio omosessuale, una figlia emancipata o un figlio che si converte a un'altra religione. "Nessuna costrizione nelle cose di fede" si legge nella sura 2,256. E' una delle sure del periodo iniziale, in cui Maometto era ancora senza potere e minacciato. Poi è iniziata la direttiva di diffondere la fede per mezzo della spada. "Dio non si compiace del sangue", dice l'imperatore bizantino Manuele II Paleologo, "non agire secondo ragione, è contrario alla natura di Dio." Quando un giorno gli imam predicheranno che agire contro la ragione è in contraddizione con la natura di Dio, che è ragionevole rispettare la libertà di una persona e la sacralità della sua vita , allora potrò dire che il padre di Sanaa è ignorante.

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