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Sanaa

17 Settembre 2009 alle 14:48

Che bel nome è Sanaa! Ricorda la capitale di una terra favolosa: lo Yemen. Così si chiamava una ragazza marocchina, diciottenne, sgozzata dal padre perchè si era innamorata di un cristiano. Qualcuno dice che il padre l'abbia uccisa perchè questo ragazzo aveva dieci anni in più di lei: come se non si sapesse che nel mondo islamico non sono rari i casi in cui bambine al di sotto dei dieci anni vengono date in moglie ad uomini di quarant'anni più grandi. La verità è semplice e logica, anche se fa comodo non vederla: poichè nell'islam la donna è sottomessa all'uomo, se una mussulmana sposasse un cristiano ne verrebbe che una mussulmana sarebbe sottomessa ad un cristiano il che non è accettabile, nè possibile. Terrorizzati dall'islam; troppo presi a tagliare le nostre radici giudeo-cristiane; imbottiti dalle nostre presunzioni ideologiche, noi occidentali non ci rendiamo conto che qui non c'è in gioco solo una questione meramente religiosa di convinzioni personali lasciate all'intimo della coscienza, ma visioni completamente diverse della famiglia, della donna, dei diritti ... L'islam non si scompone in parti: è un tutt'uno! Fede, costumi, cultura, pubblico, privato... o lo prendi così com'è o lo rifiuti. Noi occidentali, formati da secoli di cristianesimo, dal mondo greco, dall'illuminismo e dalla rivoluzione francese, più tre o quattro altri fattori, ragioniamo in modo diverso, pensiamo possibili dei compromessi ovvero, cosa semplicemente abominevole nell'ottica mussulmana, di "integrare" l'islam nella nostra cultura. Quando capiremo che al timone della barca non ci possono stare due timonieri? Tra l'altro possiamo dirci fortunati se, perso il timone, non ci troveremo anche buttati fuori dalla barca!

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