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Napolitano, Csm e Berlusconi

11 Settembre 2009 alle 10:21

Dopo aver letto la lettera fatta avere al Csm dal Presidente di tutti gli italiani, ho preso atto dell'auspicio che l'"esame avvenga con serenità ed equilibrio" ad opera dei membri del Csm. Inoltre è stato chiarito che la procedura "si giustifica solo quando è indispensabile per garantire la credibilità della Istituzione nel suo complesso". Conclusione chiara e inconfutabile sulla legittimità della procedura: "non anche quando mira a garantire la reputazione dei singoli la cui tutela, come per tutti i cittadini, è rimessa alla iniziativa dei magistrati interessati". Chiaro? Per chi non vuol capire: se un magistrato ritiene che la sua reputazione sia stata offesa, può, come tutti i comuni mortali, ricorrere alla magistratura. Ma la magistratura è formata da uomini e possono degli esseri superiori rimettersi al giudizio di uomini, anche se appartenenti alla casta più potente? Oppure, semplicemente, il magistrato fa la vittima, pur sapendo di aver dato causa a reazioni umane, forse non del tutto ingiustificate? Come altrimenti si potrebbe spiegare una inerzia non propriamente umana, se le cose stessero come si vuol far credere?

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