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Fuori dal coro

10 Settembre 2009 alle 13:33

Sono d'accordo con l'affermazione della Congregazione per l'educazione cattolica, riguardante l'ora di religione. La conoscenza del Cristianesimo e il suo messaggio è fondamentale per una generazione che cresce nel mondo globalizzato, in cui a causa dell'immigrazione, essa deve imparare a convivere pacificamente con vari popoli di razza e credo religioso diverso dal suo. L'accoglienza è per eccellenza uno dei valori fondamentali della religione cattolica. Insegnare l'amore per il prossimo, la carità, la condivisione, l'umiltà, perchè è di questo che si tratta, non è certo un danno per i ragazzi. Parlare di pace, di giustizia, di perdono, di valore e rispetto della vita umana, la Santa Sede, quale danno potrebbe mai causare alla "laicità dello Stato italiano"? Essi, sono dei valori anche dei non credenti, quei valori che sono alla base della convivenza civile tra i popoli. Conoscere il Cristianesimo significa conoscere automaticamente anche le altre religioni. Non potrebbe essere diversamente visto che Abramo, è il Padre nella fede delle tre religioni monoteiste. Il cristiano si confronta con tutti, non giudica e non ha pregiudizi nei confronti di nessuno, per esso conta solo la persona e basta. Oggi i ragazzi sperimentano ogni tipo di libertà come la droga, l'alcol, sesso precoce , aborto, pillole abortive, sentono parlare apertamente di eutanasia, vivono il dramma del divorzio dei genitori sulla propria pelle. Perchè vogliamo a tutti i costi "tutelarli" dai valori, specialmente da quelli cristiani? Certo, di testimoni se ne vedono pochi in giro e le miserie umane dilagano. Si eviti di ridurre anche l'ora di religione solo a uno scontro perenne tra politici e tra l'Italia e la Santa Sede.

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