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Per Mike

9 Settembre 2009 alle 10:13

Lentamente scolora,il fotogramma in bianco e nero della televisione  e dell’Italia per bene  al Rischiatutto si vincevano i milioni.Nelle case, c'era ancora il salotto e nel salotto c'era la televisione.Dopo cena si apriva la porta ed entravamo con una certa discrezione;prima gli anziani e poi la domestica, ed infine noi ragazzi. Tutte le generazioni intorno alla “boite magique” mentre la città taceva educatamente. Fino ad oggi non sembrava tanto lontano, questo tempo recente:in quella scatola rettangolare,oggetto sacrale del dopoguerra, da allora è entrato di tutto;pero' Mike Bongiorno era sempre li e non di rado capitava che per sfuggire agli schiamazzi di Santoro ci rifugiassimo,nostalgici, nei quiz per bambini o per categorie, appassionandoci a rispondere alle domande;e perdevamo quella percezione di "égarement" che prende gli attempati sopravvissuti d'un epoca scomparsa.La televisione dei teleromanzi e degli indovinelli era cosi' meravigliosamente "borghese" ed edificante.Era l’Italia di allora, quella che è scivolata via portandosi dietro la modestia,l’amore per la cultura e tanta bellezza. Lui, Bongiorno, sempre con il suo stile misurato, le sue gaffes, vere e costruite che parevano audaci, le sue vallette sorridenti, era una specie di  garante d’uno stile nazionale  solo momentaneamente fuori moda.Lui, che aveva fatto la resistenza e la galera senza retorica e senza piagnistei,era un eroe disconosciuto,ma non se ne curava affatto, anzi. La Televisione è uno specchio che riflette la nostra immagine insieme con la nostra storia:ora nello sfodo, insieme con le nostre facce,si è cancellato qualcosa di prezioso:è come se d’un tratto fossero spariti i campanili, gli eruditi,la gentilezza,i passato remoto  arcaici,una gaiezza ingenua ed il ritratto di noi come eravamo. Lentamente scolora il fotogramma in bianco e nero dell’italia per bene.

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