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Lacrime e firme

4 Settembre 2009 alle 16:10

Mi stanno antipatiche due cose, le raccolte di firme contro le false minacce alla libertà e i piagnistei che accompagnano dette raccolte di firme. Noto che chi sottoscrive in genere non rischia assolutamente nulla, men che meno la sua libertà o il suo piccolo potere (il "resistere-resistere-resistere" italiano di alcuni giornalisti, se guardi un pochino più in là su questo pianeta straziato, fa parecchio ridere) ma si fa tanto vedere, e lo fa mentre piagnucola di non meglio precisate ingiustizie. Pensate all'ingiustizia di questo caso: una querela a un giornale. Porca miseria che fatto grave! Non mi piacciono quelli dalla querela facile, che a ogni tre per due si sentono offesi e calunniati e battono cassa per questo. Riconosco che la parola possa essere tremenda, ti si può abbattere addosso come una scure, su te, sul tuo mondo, però a volte vola via e non ne rimane nulla (se ritengo di essere onesto, la parola di chiunque può ferirmi?). Berlusconi ha fatto male, malissimo, anche solo perchè è più forte quando gli danno addosso. Ma questo non ha nulla a che vedere con la libertà di stampa e la legittimità dell'agire del premier. La legge, semplicemente e giustamente, deve tutelarti dalla calunnia e giustamente se qualcuno mi piglia a male parole o racconta fatti falsi su di me, io devo potermi difendere in tribunale. Devo poter provare pubblicamente che quelle parole sono state un danno per me. Berlusconi deve poter esercitare quel diritto. Come devo poterlo esercitare ognuno di noi. Che poi se ne valuti l'opportunità o meno è cosa ben diversa. E allora a che servono quelle firme? A far piagnucolare in pubblico gente che di solito, quando qualcuno la offende cosa fa? Si precipita in Procura.

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