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Fini: un futuro da mediano

3 Settembre 2009 alle 17:24

Fini si è scelto un ruolo denso di prospettive ma estremamente faticoso. Ogni giorno ne deve inventare una che sia gradita alla sinistra e che non possa essere contraddetta pubblicamente dalla destra, anche se parte di questa intimamente pensa il contrario. Se uno dice che l’accoglienza è il primo dovere verso i migranti, che l’omofobia è un male assoluto, che il diritto alla vita deve essere regolato in base a criteri laici e non etici, afferma delle cose che certamente sono nella tradizione della sinistra ma, al tempo stesso, impossibili a confutarsi in linea di principio dalla maggioranza, seppure con diverse accentuazioni. Ma si tratta di vedere quanto alle parole seguano i fatti , quanto cioè queste esternazioni siano effettivamente il frutto di una convinzione profonda. Molti ricordano che fino a pochi anni fa Fini veniva accusato dalla sinistra di derive xenofobe in quanto autore della legge Bossi-Fini e qualche anno prima aveva dichiarato che non fosse pedagogicamente appropriato che alle scuole inferiori vi fossero insegnanti omosessuali . E’ vero, si può cambiare idea ma anche di fronte alle conversioni più nobili bisogna porsi il problema sui motivi che le hanno ispirate.

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