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Come si dirà in milanese: "Quanno ce vo'... Ce vo'"?

24 Agosto 2009 alle 13:30

Tra i tanti cattolici che frequentano Hide Park (con i quali non c'è assolutamente nessuno spirito polemico), e tra i tanti avvocati che invece lo leggeranno solamente (con loro c'è solo un pizzico di ironia), ce n'è qualcuno che, in punta di fioretto e sulle ali della giurisprudenza vaticana attuale, sia in grado di rispondere a queste due domande? 1) Se la carità cristiana prevede l'accoglienza di tutti i diseredati, mi sapete dire quanti, ciascuno di voi, ha accolto questi emigranti, e li ha ristorati, abbeverati, vestiti, fatti dormire, praticamente fatti vivere, dentro la vostra casa, la vostra camera da letto, il vostro bagno e non per uno-due-tre giorni, ma almeno per il tempo che prevede la legge in un centro di accoglienza, cioè due mesi prima, sei mesi ora? 2) Ma la legge del Vaticano identifica o no l'immigrazione clandestina come reato penale? Cioè, per esempio, se qualcuno sopra un camion colmo di acqua, ci facesse galleggiare sopra una barca malmessa, con dentro 50 clandestini ed il camion scaricasse (con grande gorgoglio e spruzzi) "acqua, barca e clandestini" davanti alla porta del Sant'Uffizio, e questi disperati, mezzi affogati o quanto meno sorpresi, chiedessero asilo (50, non 5.000), le guardie svizzere li farebbero entrare? Si, si, non fate gli schizzinosi. Lo so benissimo che sono domande da bar, da villano, da tifoso di calcio ultras, da razzista, da un finto ingenuo senza cuore. Ma qualche volta, per esaminare obiettivamente lo stato dei fatti, bisogna pure essere rozzi, grossolani, praticamente degli ignorantoni, perchè come dicono a Roma (e lo sussurrano anche al Rione Borgo): "Quanno ce vo'... Ce vo'".

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