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Di spazzatura in spazzatura

18 Agosto 2009 alle 16:26

Di spazzatura, negli ultimi tempi, se ne parla molto. C’è quella televisiva, quella in orbita intorno al pianeta, ci sono i titoli spazzatura, la spazzatura come risorsa, l’arte spazzatura e naturalmente quella sotto casa mia. Più che sotto, allo stesso livello, di fronte a pochi passi. Ad Agosto trascorro due settimane in una villetta situata tra San Nicola e Trabia, che rimane inabitata il resto dell’anno ed anche pagando la tassa per i dodici mesi, convivo col fetore costante perché la raccolta avviene un giorno si e una settimana no e passato il Ferragosto questo servizio scompare quasi del tutto. Si sa che in estate la popolazione si centuplica ed è oramai consuetudine vedere cassonetti stracolmi, frigoriferi abbandonati, nonché materassi, lavatrici, gatti morti ecc. Considerando che in questa zona, ad alta vocazione turistica, per intenderci ci troviamo in una delle coste più belle d’Italia, tra Palermo e Cefalù ci saranno, ad occhio e croce, 20, 30 mila seconde case, è lecito pensare che soltanto per queste il comune incassi di tasse per l’immondizia quattro o cinque milioni annui, per fornire un servizio concentrato in 20 - 30 giorni. Che la Sicilia potrebbe vivere anche di turismo, sia per la bellezza del suo territorio sia per la sua cultura millenaria, testimoniata ovunque da beni archeologici, monumenti e chiese e invece mostra la sua spazzatura, è segno di qualcosa che non funziona da sempre, a prescindere dalla situazione economica mondiale.

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