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RU486 vs Agricoltura Umana Biologica

3 Agosto 2009 alle 18:05

Penso seriamente di iscrivermi alla Coldiretti. Mi presento: sono un coltivatore diretto di esseri umani, non uso pesticidi e metto sotto al sole quello che la natura fa crescere nell’orto che la mia donna si è ritrovata in grembo. La nostra cooperativa a conduzione famigliare si è strutturata da qualche anno: io mi occupo delle sementi, mia moglie segue con attenzione il germoglio (operazione molto faticosa), una volta che i frutti sono maturi vengono staccati dall’albero e portati a compimento di crescita. Questo lo facciamo insieme. Non ci piacciono molto i prodotti OGM, i nostri frutti non sono esattamente come li avevamo pensati – sono molto meglio - e siamo più contenti così, in giro si vedono dei prodotti perfetti, qualcosa a metà tra il frutto da bancarella e un meraviglioso congegno meccanico. Certamente i loro coltivatori avranno usato le serre, le reti anti-grandine e una buona quantità di pesticidi, in modo da scartare il frutto meno bello, quindi meno vendibile. Non hanno facce contente: 2 – 0 per noi. Non ho capito bene a cosa serva questo nuovo prodotto, la RU486. Fatemi capire: se metti il seme e poi uccidi la pianta, qual’è la convenienza? Forse ti è caduta della semente per errore proprio quando stavi convertendo la tua attività all’allevamento dei polli? Oppure hai buttato il tuo tempo a seminare per poi pentirti? Non capisco. Il bello dei nostri frutti è che li tiriamo su un po’ noi e un po’ il tempo che Dio manda in terra. Se volete la vita comoda, all’Ipercoop vendono pesche confezionate grosse come un papagno, e con la buccia bellissima, sembra di plastica, il gusto poi me lo saprete dire. Noi siamo un po’ all’antica, e allo stesso tempo moderni: ci piace il biologico

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