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Il pesticida umano

31 Luglio 2009 alle 12:30

E’ diabolica quella mente in cui è nata l’idea della pillola RU486.E’ diabolica la casa farmaceutica che la produce, come sono diabolici tutti quei medici, scienziati, Unioni e Agenzie varie che hanno contribuito alla legalizzazione, la commercializzazione, di conseguenza il consumo e l’uso di tale orrore. Sono ancor più diabolici coloro che quest’orrore lo stanno spacciando per un “venire incontro alle donne”, o come “il frutto di una grande battaglia di civiltà”. Lasciamo perdere ora le leggi, la 194, la Chiesa, la fede, la religione, i diritti, le tutele, il moralismo, tutto. La donna ha perso ancora, è stata mortificata ancora. Abortire con un semplice farmaco, senza intervento chirurgico e anestesia, cambia poco o niente. L’evento non è indolore e il trauma psicologico, essendo sveglie e coscienti, potrebbe essere ancor più drammatico. Perché si tratta di questo: attendere l’effetto delle pillole che provocano l’espulsione dei tessuti embrionali dalla misura di pochi millimetri (tra i 2 e gli 8 mm) che si confonderanno tra la perdita di sangue. Dopodiché si tira lo sciacquone. L’avesse fatto mia madre, io non sarei nata e non starei qui a scrivere ciò che penso del RU486, il pesticida umano. Decide solo la donna, si dirà. Certo. Basta che sia sempre consapevole del fatto che l’aborto, sia farmacologico che quello chirurgico è la soppressione di una vita umana.

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