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Manuel Zelaya

1 Luglio 2009 alle 15:15

In Honduras il presidente Zelaya cerca di indire un referendum al fine di modificare la costituzione in modo da poter prolungare la propria presidenza - alla Chavez, suo amicone. Purtroppo per lui un referendum per cambiare la costituzione deve essere approvato dal Congresso, il che non avviene. Allora Zelaya indice lo stesso il referendum, contro la legge vigente, e si fa mandare le schede elettorali dall'amico venezuelano Hugo. La Corte Suprema dichiara che il referendum è illegale e che l'esercito non deve distribuire le schede nè presidiare i seggi. Il capo dell'esercito comunica al presidente che non può distribuire le schede nè presidiare i seggi per un referendum costituzionale illegale; conseguentemente il capo dell'esercito viene desituito da Zelaya. Gli uomini di Zelaya occupano la sede militare dove sono custodite le schede e procede alla loro distribuzione. La Corte Suprema emette un mandato d'arresto per Zelaya, il quale si rifugia - dopo una breve detenzione - in Costa Rica e comincia a sostenere di essere stato destituito da un colpo di stato militare. Quindi Zelaya è contro il COngresso e contro la Corte Suprema - entrambi istituti funzionali e organici alla democrazia - la situazione non è affatto chiara e in particolare non è evidente che si tratti di un colpo di stato militare e non invece di una democrazia che si difenda da un personaggio con mire dittatoriali. Quindi Obama potrebbe aver preso una cantonata ed essere costretto a tornare sui suoi passi, come successo per l'Iran.

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