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Honduras, risp al sig Caruccio

1 Luglio 2009 alle 16:45

Ricevuta la reprimenda sul mio errore di geografia, questo Zelaya è, per ora, solo un "aspirante dittatore" in quanto il suo tentativo di modifica costituzionale è stato bloccato. La comparazione fra sistemi istituzionali europei e centroamericani non mi sembra possa reggere, se non altro perchè in America Latina molti dei dittatorelli in essere (vedi Chavez) hanno preso il potere tramite elezioni e lo hanno mantenuto tramite riforme costituzionali approvate per via referendaria (in condizioni di dubbia democraticità sostanziale)che hanno portato proprio all'abrogazione del vincolo del numero dei mandati, per poi svuotare la democrazia dall'interno perseguitando l'opposizione politica e chiudendo i media contrari al potere. La democrazia si può difendere dovunque, in Iran, in Honduras, a Cuba e in Venezuela, ma non si dovrebbe dimenticare come in questo caso è il parlamento di quel paese (affiancato dalla corte suprema) ad aver destituito il presidente, e questa mi sembra essere una prerogativa tipica delle istituzioni parlamentari nel caso in cui il capo dello stato attenti alla costituzione (come sancito anche dall'art 90 della Costituzione della Repubblica italiana). Che poi la situazione sia tutt'altro che chiara, non lo metto in dubbio, e infatti sarebbe stato più appropriato che USA ed Europa si fossero astenuti da qualsiasi presa di posizione "a caldo", esprimendo la loro valutazione sull'accaduto solo dopo una attenta analisi.

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