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Energia rinnovabile

29 Giugno 2009 alle 17:15

Il “Corriere” del 28 ha dedicato due pagine al clima, prendendo lo spunto del primo passo ufficiale fatto dagli Stati Uniti in materia. L’articolo di Danilo Taino, fra l’altro, è presentato dal titolo: “Il sole catturato nel deserto nei piani di Germania e Italia – Impianti in Africa per l’energia da importare in Europa”. Contro gli impianti eolici e i pannelli solari gente “sensibile”, d’ogni risma e colore (non solo verde), ha sparato all’impazzata. E, purtroppo, l’hanno fatta da padroni, senza neppure quel pretesto terroristico di una possibile sciagura accampato dai contrari al nucleare. Una ventina d’anni fa salii sulla montagna di Frosolone (Molise), fermandomi sotto uno dei due campi eolici allora in funzione in Italia e non ne ricavai (come mia figlia di 7-8 anni) alcuna impressione negativa. Impressione che, invece, ci fece il violentissimo temporale scoppiato in un momento e durato una decina di minuti. Ancora più impressionati restarono i cavalli chiusi (liberi) nel recinto e che smisero di pascolare, irrigidendosi sulle quattro zampe come fossero scolpiti nel granito. Che poi quelle torri possano rappresentare un pericolo per stormi di uccelli ubriachi, mi apparve proprio un’idea fantastica da film dell’orrore. Detto questo, mi sono chiesto se non sarebbe giusto impiantare insieme pannelli solari e torri eoliche in una terra di nessuno, che altrimenti sarebbe inutile, sempre bruciata dai raggi del sole. E, magari, con l’ombra dei pannelli solari e l’arte di agronomi provetti, tale allucinante deserto potrebbe tornare a dar vita ad una qualche vegetazione: non si tratta di pochi ettari, ma di un quasi continente.

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