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Divorzio

26 Giugno 2009 alle 15:15

Sempre interessanti gli scritti di Francesco Agnoli. Condivido il fastidio nei confronti di giornaletti come Corriere e Repubblica i quali si interrogano su problemi a loro indifferenti. Nel Vangelo di Matteo molti intravedono l’uso della parola “porneia” come il viatico al divorzio, ammesso in caso di tradimento di uno dei due coniugi. In tal caso chi ha subito potrebbe essere riammesso al Sacramento Eucaristico e risposarsi. Tutto il contendere nasce dall’interpretazione di alcuni passi di Matteo (5,27-32): la clausola Matteana. Gli Ortodossi interpretano in tal modo e conseguentemente hanno una pastorale diversa dalla chiesa Latina. Il problema non è quello di assecondare i desideri del mondo, che ha in tutta evidenza non solo un limite, bensì una distorsione “sulfurea”, ma di interrogarsi. La Sacra Rota annulla migliaia di matrimoni ogni anno. Annullare è legalmente diverso, ma la sostanza è la stessa, quindi non esiste l’indissolubilità assoluta del matrimonio nemmeno per la chiesa Cattolica.

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