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La berlusconite di Obama/2

19 Giugno 2009 alle 21:15

Sono rimasto sollevato (diciamo così) dall'esito dell'incontro tra i due capi di governo, per il loro contegno. Obama è stato molto amichevole, e Berlusconi ha evitato ganascini, corna e barzellette sui negri. Alle quattro interpretazioni proposte dal sig. Cafazzo, aggiungerei una quinta: il Presidente USA è la stessa persona che, nelle stesse ore, invece di stare magari zitto sui fatti in Iran (come avrebbe potuto), ha deciso di affermare che per lui tra Ahmadinejad e Moussavi non c'è grande differenza. Senza peraltro farci sapere se invece ne veda qualcuna tra chi oggi in Iran manifesta per l'uno e per l'altro. E sapendo ovviamente che soprattutto questa sua frase sarebbe passata sugli organi di informazione, nel mondo e purtroppo anche in Iran. Che tra un Obama affetto da Ahmadinejadite, e un Berlusconi affetto che da Gheddafite, possa esserci un'affezione reciproca, non mi pare meritevole di spiegazioni complicate. Sarà che è notte. E tutti i gatti sono bigi. Tranne che in Iran, nelle piazze. Lì c'è una torcia accesa. La nostra.

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