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Un problema serio

16 Giugno 2009 alle 13:15

Una scuola di massa dequalificata (cioé che non forma adeguatamente, perchè richiede una preparazione troppo esigua in cambio della promozione e del diploma), significa una società fatta poi di artigiani, tecnici, liberi professionisti, impiegati ed imprenditori dequalificati. Un società fragile e sbagliata, oltretutto facile preda - e credo che sia giusto così - di giovani generazioni di stranieri ancora pronte al sacrificio e desiderose di apprendere. Ben vengano un governo e un ministro alla Pubblica Istruzione che tornano dopo decenni a parlare di meritocrazia e di serietà, e che vogliono far uscire finalmente la nostra scuola dalla sbornia post sessantottina in cui ancora giace. Non avranno vita facile, perché si ritroveranno contro tutti i "sinistri" ed i sedicenti progressisti, molti dei quali imboscati nelle redazioni dei giornali, delle tv e dei motori di ricerca di internet, e quindi abilissimi a dar fiato all'opposizione politica ed a costruire e alimentare una lotta studentesca grazie a parole d'ordine tanto accattivanti quanto false, del tipo: "Difendiamo la scuoa pubblica da chi vuole svenderla ai privati", oppure "Fermiano chi vuole tornare al passato". Quei tanti studenti che si faranno plagiare, perché ormai abituati a dare poco o nulla della loro intelligenza e delle loro energie alla scuola, non sanno quanto male ha fatto al sistema formativo l'utopia comunista del "tutti possono diventare tutto" ed il suo corollario (totalmente idiota) del "una scuola selettiva colpisce soprattutto i figli delle classi inferiori". Diciamoglielo noi. E faremo il bene loro e quello della società dove vivranno i nostri figli.

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