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Il golpe

16 Giugno 2009 alle 18:32

Quando negli anni '70 si parlava di trame nere, tutte le mattine ascoltavo la radio con la paura di ascoltare marce militari, come se ogni notte fosse stata quella buona: pur democristiano, temevo il golpe della destra, il clima che si respirava, che non rimpiango, spingeva a pensieri foschi. Ho ascoltato Massimo D'Alema, e riascoltandone tono e parole non solo non ho apprezzato nulla del messaggio politico, ma mi sono sentito minacciato, aggredito, come se un sopruso imminente fosse nell'aria. Non amo l'Amor Vostro, anche se l'ho votato: ma, appunto, l'ho votato io e molti milioni di altre persone. E non l'ho votato perchè ascolto il TG4: sono un elettore colto, laureato, insegnante universitario, di buone letture, amante dell'arte, so quello che faccio. Proprio per questo vorrei che le conseguenze di quello che faccio seguissero il sentiero della democrazia, non quello deciso dagli snob di sinistra o dai forcaioli.

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