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Ridere o piangere?

9 Giugno 2009 alle 10:30

Nel corri corri della giornata ho captato qualche “giudizio” dei “nemici” che hanno duellato alle elezioni (in due giorni!) che, di volta in volta, mi hanno fatto scompisciare dal ridere. Ma adesso che ho finito di correre e, cenando, ho potuto vedere un tg intero (dopo aver ascoltato buona parte dei ronzii de “la zanzara” di Cruciani) ed ho potuto inserire quelle chiacchiere (anche di cosiddetti intellettuali) in un quadro completo, mi son detto che, purtroppo, non era uno spettacolo comico e, quindi, non c’era di che ridere. Se mai da piangere. Non solo, ma ho dovuto prendere atto che si è molto offesa l’intelligenza della gente, anche la mia. E, poiché mi è venuta paura d’andare a dormire, perché gli incubi mi fanno saltare dal letto con angoscianti battiti del cuore, mi sono rifugiato presso il computer. Ma io sono un pessimo navigatore e, perciò, mi sono messo a scrivere queste povere righe. Anche poche e non so andare avanti, ma spero che domani sia una giornata migliore. La speranza è l’ultima a morire ed auguro a tutti una buona notte ristoratrice, per affrontare la tormenta (non solo politica) che ci circonda. Gallarate, 8-6-2009, h.23,15

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