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Flussi di voti: a sinistra e a destra

8 Giugno 2009 alle 18:15

Il PDL ha perso 3 milioni e passa di voti, il PD 4 milioni e 400mila. Anche qualora si contassero i radicali, il partito di Franceschini ha comunque perso 3 milioni e 700mila elettori. A queste perdite fa riscontro l'aumento di 840.000 voti alle sinistre antagonsite e 820.000 voti all'Italia dei V(eleni?). E' noto pero' che quando i votanti in Italia scendono sotto il 70-75%, le maggioranze moderate diventano minoranze,e, viceversa, la minoranza "progressista" (?) diventa maggioranza. Dunque il calo del centrodestra (la Lega ha guadagnato "soltanto" 1000.000 voti) e' ampiamente giustificato, mentre non lo e' affatto il crollo del PD e la sua cessione di voti alle altre opposizioni (quelle dure e pure). Inoltre, va detto che il popolo dell'opposizione "doveva" partecipare a questa esercitazione elettorale. Era un preciso dovere, un tentativo di rivincita. Dunque la partecipazione (che e' notoriamente massiccia e militante, a sinistra) e' stata alta dalle parti dell'ex Unione. E' dunque azzardato proporre una lettura del voto che vorrebbe Franceschini troppo appiattito su Di pietro in una carica visceralmente anti-berlusconista, come causa della fuga di voti? Chi glielo fa fare a un popolo per la maggior parte "serio" come gli ex Diesse e gli ex Dielle a votare per la fotocopia dell'originale di Montenero di Bisaccia? E poi, a chi giova, se non a far recuperar ad alcuni le proprie radici "rosse", la radicalizzazione dello scontro col governo e la "cieca e ottusa" bolla razzista e xenofoba alla Lega, che comincia invece a fare man bassa nella media borghesia cittadina dell'Emilia Romagna? Massimo Franco, oggi sul Corriere, mette la Lega e il successo xenofobo ungherese sullo stesso piano: e' una analisi tollerabile? La questione settentrionale e' un toro che qualcuno dovra' decidersi a prendere seriamente per le corna.

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