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Sciopero e occupazione

4 Giugno 2009 alle 11:15

Vabbè, ammetto di essere stato radicale anch'io, e quindi so di cosa parlo anche "da dentro". Però la cosa continua a farmi effetto anche "da fuori". Per quattro anni e undici mesi, non ci sono cavoli, non ti fila nessuno di striscio, anche se ti sembra di avere idee buone su un sacco di argomenti importanti. Nel mentre, le trasmissioni di approfondimento politico risultano inspiegabilmente occupate da tizi che monologano per lo più di gnocca, delle colpe dell'avversario (i costumi, la puzza, la complessione, le frequentazioni, il comunismo, il fascismo), o di qualche altro insulso argomento propagandistico. Poi arriva l'occasione: la par condicio. Che nessuno ovviamente si sognerebbe di applicare per davvero, non fosse che per lo sciopero della fame (e che in effetti regolarmente non viene applicata FINO allo sciopero della fame). Dopo il quale in TV, un pò, ci si va, e tocca sorbirsi l'ultimo oltraggio: prima quello che sogna di vedertici in continuazione (a mai s'era lamentato prima di vederci altri e molto più a lungo), e poi quello che si chiede perchè dovrebbe impietosirsi (a nì, ma fa 'n po' come te pare). Insomma, deve essere deprimente. Ma io ero radicale e lo so. Lo è. Infatti resistere è dura. Io non ho resistito.

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