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Teologia computeristica

3 Giugno 2009 alle 21:30

Triste evento la celebrazione di un funerale, segui affranto la commemorazione della persona cara e hai voglia solo di silenzi. Silenzi che possono essere infranti da assiomi che ti fanno caracollare dalla panca. Eppur succede, parroci dissennati che usano parole improprie fanno e disfano concettualità teologiche assolute. A me è capitato. Sunto: funerale di una cara signora, omelia sacerdotale, il dolore dei fedeli acuito dalla bislacca affermazione venuta dall'altare. Quale? Eccovi serviti: "Dio è uno splendido computer". L'intemerata metafora pretendeva esaltare l'onnipotenza divina. Possiamo aver semplice pretesa di cacciare i computer dal tempio? Come i mercanti. La Tecnica ci assedia, restino le Chiese luoghi di resistenza, umana e divina. E vadano certi prelati ad imparar la bella perifrasi.

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