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L'eterno ritorno dell'eguale

1 Giugno 2009 alle 14:45

Per un esteta questi anni che vedono il tramonto dell'Occidente sono da estasi. Sembra di essere, fianco a fianco, con gli antichi imperatori, con i senatori incarogniti, con le folle totalmente scompisciate e strabuzzate. E' l'eterno ripetersi, di duemila anni in duemila anni, delle medesime vicende morali e relazionali che incanta. Un tempo ci fu un imperatore molto anziano che visse i suoi ultimi anni a Capri circondato di giovinetti e giovinette. Facevano il bagno insieme nella grande piscina, ascoltavano musica e declamavano versi immortali, e facevano sicuramente anche altro. Nulla di particolarmente efferato, se si pensa alle feste che davano i senatori, con il lancio di uno schiavetto nella piscina delle murene per far sobbalzare le signore, o le loro mogli che la davano alla grande a questo o a quella star della arena, per non parlare del trombaggio universale ovunque e comunque di tutti con tutti, in particolare all'interno e lungo i viali adiacenti alle terme. Ebbene questo mondo totalmente stralunato e privo di qualsiasi punto d'orientamento che, come una trottola, girava su se stesso, ebbe a lanciare strali velonosi contro quell'imperatore che viveva in villa circondato di giovinetti. Incredibile ma vero, coloro che vivevano nel lusso e nel piacere, che non concepivano ostacoli alla realizzazione di un loro qualsiasi desiderio carnale, vivevano il livore di essere condannati ad una vita di piacere e di non avere in più in mano il timone del comando che avrebbe dato loro fregi e piume e adulazioni. E dunque si scagliarono contro colui che avrebbero voluto essere in nome della rigorosa moralità repubblicana, di cui fingevano di essere i custodi, proprio come coloro che si adesso si considerano gli eredi e i difensori della repubblica nata dalla resistenza.

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