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L'antistato

1 Giugno 2009 alle 15:30

Sono trascorsi solo pochi mesi, eppure sembra un'immagine remota, molto più distante dal presente di quanto non sia. La monnezza di Napoli, invase gli schermi televisivi di tutto il mondo. La stampa si divise tra ottimisti e pessimisti circa la possibilità di debellare il lezzo che promanava la zozzura dei cassonetti bruciati dai mafiosi. Ci fecero credere che i napoletani erano irresponsabili energumeni che non sapevano rispettare l'ambiente e che perciò meritavano di essere lasciati soli con la loro calamità. Emerse un mondo di interessi loschi e colpevoli delle nefandezze più esecrabili. Prodi, non seppe fare alcun che contro lo starpotere dei clan. Cadde sotto i colpi della sua stessa maggioranza. Uscì con le ossa rotte dalla consultazione elettorale. Berlusconi, venne proclamato leader dal suo popolo. Per la terza volta in quindici anni si insediò a Palazzo Chigi. Dichiarò guerra all'antistato. Vinse la sua battaglia. Oggi l'antistato, le maffie allo sbando, si stanno riorganizzando per abbatterlo. Parte ancora una volta da Napoli, come nel '94 l'attacco alla diligenza e non è detto che non riesca a fare danni. Meditate gente.

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