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Disorientamento

1 Giugno 2009 alle 19:15

Si imputa a Berlusconi di non stare alle regole, di non volere subire i processi, di rifiutare il giudizio dei magistrati e dei giornalisti e dell’opposizione. Tre soggetti accomunati a estinguere la vita politica dell’uomo che da quindici anni è sulla scena. Si afferma che Berlusconi usi il popolo sovrano che lo ha eletto per demolirne la credibilità dei giudici e dei giornalisti. I sostenitori di queste tesi danno per scontato che gli italiani, siano dei ritardati mentali, abbindolati dall’affabulatore. Si arriva a sostenere che il “prestigiatore” si sia impossessato del potere perché la politica non esisteva, perché i politici tutti, se ne erano disinteressati della cosa pubblica, dimenticando di dire che a togliere i politici dalla scena, è stata la magistratura di sinistra che se ne è guardata bene dall’azzerare i politicanti rossi. Quelli sono stati accantonati dal popolo, turlupinato dal berlusconismo. Tre anni fa, mi sono confrontato con un fornitore, collaboratore di una grande compagnia internazionale al quale avevo espresso la mia stima per Berlusconi, vantandone le capacità imprenditoriali e dichiarando la mia simpatia di voto. Volete sapere come è andata a finire? Ho dovuto rinunciare ai servizi di quest’ultimo, che mi ebbe a qualificare succube del Berlusconismo. Con le analisi di menti eccelse, sempre spocchiose, e allineate alla stampa degli Scalari, Galli, Spinelli, Lerner, Serra, D’Avanzo, e chi più ne ha più ne metta, mi viene persino il dubbio di non essere più nelle mie facoltà mentali. Vuoi vedere che non so più distinguere un Toro da una vacca?

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