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Single, solo per te la mia canzone spingo

29 Maggio 2009 alle 15:45

Premettiamo che per ora "sesso, rapporti affettivi, successo, ferie, beni[?]" non costituiscono servizi erogati dallo Stato e dunque non può sussistere alcun nesso tra questi e le tasse: l'analisi del lettore Luglio appare quantomeno riduttiva. In realtà il problema è l'opposto: la singletudine è l'esito di profondi mutamenti culturali che il Foglio ben conosce. Il problema è: cosa hanno fatto per arginare il fenomeno, a fronte di tali mutamenti culturali (cui non si sono opposti culturalemente) in termini di politiche fiscali per la famiglia 50 anni di democrazia cristiana? Un beneamato cazzo, ecco cosa (ecco la vera colpa della DC, altro che le tangenti). Ora ne subiamo le conseguenze. Se si guardasse oltralpe, se ne trarrebbe giovamento. Qui se fai figli, lo Stato ti punisce. Ma non è per questo che l'uomo contemporaneo italiano è indeciso sul da farsi (famiglia inclusa), anche se certo non aiuta. é indeciso perché non sa (di) chi è. La questione del rapporto fra l’uomo e la donna non può essere separata cioè dalla domanda dell’uomo su se stesso: chi sono? che cosa è l’uomo? La crisi della famiglia è in primo luogo una crisi dell'uomo e della propra umanità. Gli sposi infatti sono due soggetti umani che decidono di camminare insieme verso il destino, verso la felicità. Come impostano questo loro rapporto, questo stare insieme, dipende dall’immagine che ciascuno si fa della realizzazione di sé. Punire con più tasse chi resta single mi appare francamente inadeguato. Aiutare le famiglie invece mi pare ovvio, ma nessuno in questa campagna ne parla. Andiamo avanti a blaterare di Noemi o altre insignificanti vicende. Ma è possibile?

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