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La sinistra che detesto

29 Maggio 2009 alle 13:30

E’ giusta liberta’ di espressione se un cantante (di sinistra) canta “e' andata a casa con il negro, la troia! ... l'ho vista uscire, mano nella mano, con quell'africano che non parla neanche bene l'italiano, ma si vede che si fa' capire bene quando vuole...” E’ giusta liberta’ di espressione se il presidente del consiglio viene chiamato, tra le tante cose, psiconano o vecchio bavoso e gli si augura di finire a chiedere l’elemosina con lo scolapasta in testa. E’ giusta liberta’ di espressione se si lascia intendere che una diciottenne che ha visto un paio di volte il presidente del consiglio non puo’ che essere una colombina. E’ giusta liberta’ di espressione se il ministro della pubblica amministrazione viene chiamato energumeno tascabile e via discorrendo. Ma se qualcuno (non di sinistra) si azzarda, per esempio, a definire genericamente qualche polizziotto panzone: apriti cielo! C’e’ chi grida allo scandalo e chi si straccia le vesti. Questa e’ la sinistra che detesto. Quella dell’ipocrisia della parola, che chiama operatori ecologici gli spazzini e assistenti amministrative le segretarie. Non si deve ledere la dignita’ di nessuno, dicono. Tranne ovviamente quella di Berlusconi e dei suoi scagnozzi.

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