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La stella gialla di Pannella

28 Maggio 2009 alle 17:00

Sono appena tornata da un giro di qualche giorno in Polonia. Sono stato ad Auschwitz. All'inizio mi sentivo anestetizzato, c'era tanta gente, troppa e libera che si aggirava tra quei fili spinati, in quelle celle, davanti al muro delle fucilazioni, davanti ai forni crematori. Gente libera, sommessamente tacita, sbigottita, incredula. Mi ha risvegliato il sorriso di una ragazza, presumibilmente Israeliana, che percorreva i viali della morte tenendo sulle spalle una bandiere Israeliana, gesto che probabilmente può oggi compiersi serenamente solo in quel luogo senza correre il rischio di venire insultati. Tornato a Roma, vedere la patetica figura Pannella su tutte le tivù con la stella gialla mi ha prodotto un profondo senso di pietà per questo piccolo uomo, libertario in un partito di libertari dove chiunque dissentisse dalla sua parola veniva ostracizzato e costretto ad andarsene. In quella stella gialla, nel tentativo di impossessarsi di un simbolo che vive ancora tra le mura di Auschwitz piu che nelle comode stanza di Via di Torre Argentina,c'è ancora un ennesimo tentativo di impossessarsi della storia per stabilire chi possa vivere e chi non ne sia degno in nome di presunti diritti della madre o nel nome di convenzini sociali che gli negano il diritto all'esistenza in quanto non palesemente in grado di provvedere a sé o secondo i canoni "normali"! e quindi è meglio che muoia. Mi sono sempre chiesto cosa differenziasse questa concezione "libertario" del mondo da chi sostiene o sosteneva il diritto di sopprimere popoli in quanto subumani, insomma quale fosse la differenza tra i libertari e i nazisti. Ecco la risposta l'ho trovata in quel sorriso, in quella bandiera sulle spalle di quella ragazza Israeliana ad Auschwitz contrapposti alla stella gialla di Pannella.

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