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E' “democratico” e coerente il progressismo laico e clericale?

27 Maggio 2009 alle 13:00

Solo quando gli fa comodo e solo nelle questioni di religione. In politica è elitario, snob e incoerente. Seguitemi. Nelle faccende della Chiesta la più insistita richiesta dei progressisti è che essa si “rimodelli” e si “adatti” ai mutamenti della società. Il ritornello è corroborato anche da punzecchiature rapsodiche ed “uscite” mediatiche di celebrati teologi e prelati. Lo schema è semplice e ricalca il “processo democratico”: la Chiesa (in alto) deve “rinnovarsi” –nelle istituzioni e perfino nella dottrina dei temi caldi dell’eugenetica e dell’eutanasia– ascoltando, recependo le “nuove sensibilità” che provengono dal basso (la società). (Per inciso, è strano che a sollecitarlo siano maggiormente proprio coloro che, “atei” e laici, non dovrebbero mettere il becco su chi o su cosa non vogliono “credere”). Ma qui mi preme fare un test sulla sedicente democraticità e coerenza dei progressisti. Trasportiamo il loro “schema democratico” dall’ambito religioso a quello più propriamente politico ed applichiamolo, ad esempio, alla questione dell’immigrazione straripante. Quali solo le “istanze” che su questo tema provengono dal basso, dalla società? Il popolo della strada, dei condomini, delle fabbriche, dell’INPS è diffusamente e notevolmente stufo della dolciastra xenofilia e nel contempo timoroso, insicuro, intranquillo. Lo notano tutti. Meno le anime belle ed i “professori” dei salotti e delle gazzette d’elite. Con la bacchetta in mano e la puzza sotto il naso disprezzano, come rozze emozioni, i sentimenti e la volontà del popolo (sovrano?). E quando le pecore, cui stanno veramente “prudendo” le zampe (attenti!), chiamate alle urne (omofonia con il contenitore delle ossa dei morti forse per un identico esito?), in elezioni “democratiche” affidano la loro volontà ai LePen, agli Haider, ai Wilders,… nei “progressisti” scatta il solito lessico terroristico-intimidatorio e sugli insulsi sudditi piovono le bombe-carta di razzismo e xenofobia. Democrazia? Coerenza?.

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