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Il futuro giornalistico

26 Maggio 2009 alle 13:15

Si discute molto sul futuro del giornalismo: con l’ avvento prepotente di Internet gli addetti ai lavori si interrogano sul loro ruolo. In “Dalla parte di Swann”, prima parte del capolavoro “Alla ricerca del tempo perduto”, Marcel Proust quasi un secolo fa si era rivelato buon profeta. “Quel che io rimprovero ai giornali è di farci prestare attenzione ogni giorno a cose insignificanti, mentre non leggiamo che tre o quattro volte in tutta la vita i libri dove ci sono cose essenziali. E poiché ogni mattina strappiamo febbrilmente la fascetta del giornale allora bisognerebbe invertire le cose e mettere nel giornale i Pensieri di Pascal. Mentre è in uno di quei volumi col taglio dorato che apriamo una volta ogni dieci anni che dovremmo leggere che la Regina di Grecia è andata a Cannes e che la Principessa di Leon ha dato un ballo in costume”. Quotidiani sempre più simili a settimanali di gossip e telegiornali gemelli dei reality: è questo il panorama giornalistico attuale. Quello futuro come sarà?

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