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Comfort ospedaliero/2

26 Maggio 2009 alle 21:30

Ho notato un immotivato sarcasmo nei riferimenti dedicati alla presa di posizione del prof. Veronesi sulla cosiddetta “umanizzazione ospedaliera”, in particolare sui ritmi ospedalieri con particolare riguardo agli orari dedicati alla distribuzione del cibo ai degenti. Come chirurgo ospedaliero, trovo molto opportuna la presa di posizione del professore, da anni portabandiera di molte lotte. Trovo invece inopportuno e ingiustificato leggere, in un caso, che il professore “non si smentisce mai su certi argomenti” o parlare, nell’altro caso, di “malati la cui vita non è degna di essere vissuta”! La vita del malato è sempre e comunque degna di essere vissuta per un medico, purché ovviamente non sia proprio il malato a considerarla tale e a chiedere a noi medici, direttamente o indirettamente, di prenderne atto. Non è proprio la stessa cosa ed è per questo che il testamento biologico, oltre che necessario deve essere privo di vincoli, come fermamente richiesto da Veronesi.

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