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Umanizzazione ospedaliera dello stomaco

25 Maggio 2009 alle 16:00

Il Prof. Veronesi ha lanciato una campagna mediatica a favore dei degenti ospedalieri ai quali vengono serviti i pasti in orari inaccettabili (pranzo prima delle 12,00 e cena tra le 17,00 e le 17,30). Sono d'accordo con lui in quanto i degenti, soprattutto in estate, non riescono a mandar giù un solo boccone di cibo in questi orari. Veronesi credo per la prima volta parla di 'umanizzazione ospedaliera'. Al momento questa riguarda però solo lo stomaco dei degenti in quanto il prof. non accenna all' aspetto fondamentale dell'umanizzazione ospedaliera e cioè quello psicorelazionale. Va bene somministrare il cibo in orari diversi da quelli attualmente in vigore ma chi dovrebbe curare l'aspetto psicologico del malato? Non bastano certo i farmaci a guarire anzi è fondamentale la relazione di aiuto che si stabilisce con lui. Su questo aspetto, silenzio di tomba. Farebbe bene il prof. a lanciare una campagna che renda obbligatorio inserire nel corso di laurea di medicina e chirurgia generale almeno un esame di umanizzazione ospedaliera. Lo stesso sarebbe opportuno proporre per il corso di laurea in discipline infermieristiche. Ultima considerazione: orari dei pasti diversi e 'umani' e sospensione definitiva degli stessi quando ritenuti un' inutile sofferenza per il malato. Ancora una volta Veronesi non si smentisce.

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