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Parole, parole, parole...

21 Maggio 2009 alle 19:45

Ricordo Gad Lerner quando dirigeva gli studenti di Lotta Continua, tutti noti pacifisti. Del dibattito Gad-Leo però mi colpisce altro: il vuoto culturale. Siamo veramente in ritardo su questo punto se si continua a discutere del pericolo delle parole che possono diventare fatti. Le parole sono fatti, come dimostra la poesia moderna: senza questa premessa cadiamo in un avvitamento mortale. Cosa significhi sul piano della cultura giuridica non sta a me stabilire. Le parole sono fatti e possono essere dolci o violente. Contrapporre alle accuse di Lerner l'esempio delle parole di Lotta Continua non mi sembra interessante. Ciò che troverei interessante sarebbe una campagna contro parole usate come pallottole, ma prive della solidità reale: razzismo, capitalismo, sfruttamento, imperialismo, fascismo. E' curioso infatti che da un lato, per giustificare l'uguaglianza, si nega l'esistenza delle razze e però si crea il nemico "razzismo": ma se non esiste la razza come può esistere il razzismo? Lo stesso vale per sfruttamento (trarre frutto da): qualsiasi prof. di storia lo usa dandolo per scontato. Senza questo lavoro non esistono vie d'uscita. Detto questo sto con Ferrara e Rizzini, ma credo potrebbero fare di più.

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