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Non amo Silvio, ma potrei innamorarmene

20 Maggio 2009 alle 07:00

Non amo Silvio Berlusconi. Certo lo stimo (nel senso della sua capacità di "fare") più di quanto lo ami, lo stimo e a volte lo apprezzo. Sicuramente non lo odio. In parte lo ammiro. Ma rimango - pur votandolo - sempre e comunque sul chi vive. Ma i modi per innamorarsi (l'ho imparato dalla vita) non sono soltanto legati al colpo di fulmine. Fortunatamente. L'innamoramento per un uomo politico poi - per uno che ha sessantanni come me - può anche rappresentare il culmine di un percorso. Oppure il risultato di una analisi razionale e politica. Oppure il frutto della valutazione dei risultati da egli stesso ottenuti. Oppure perchè l'insipienza degli avversari non ti spinge a guardarli con interesse. Ma a volte l'innamoramento è anche viscerale, di pancia, privo di ragione. D'amblè. Specialmente quando ti accorgi che il modo (o così credono) per eliminare il tuo potenziale partner, sia inchiodarlo sulla croce. E' perciò l'attacco velenoso, personale, reiterato, quello che fa scattare il sentimento. E così rischia di essere, come le motivazioni di oggi sulla sentenza di corruzione. Io non credo alla storia Mills. Non ci credo e, anche se fosse vera, arrivo a dire che non mi interessa. Perchè osservo quanto, in un momento di grande feeling tra Berlusconi e la gente, la sindrome del G8 di Napoli non sia scomparsa. Anzi sia ancora l'unica arma per chi non ha altri modi di ragionare. Non amo Silvio, ma stante così le cose, non nego che potrei innamorarmene.

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