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Integralismo

20 Maggio 2009 alle 21:20

Gli integralisti di qualunque fede, cattolici e islamici compresi, hanno una cosa in comune: dicono sempre no. Fosse per loro non avremmo avuto nemmeno S. Tommaso che, guarda caso, fu osteggiato dall’allora neo Platonismo imperante. No a tutto in nome di cosa? La verità è assoluta, gli uomini no. Gli uomini cercano solo di interpretare scritture e attualizzarle nel solco di una tradizione che non è un fatto meramente legale. Concetto astruso per un integralista che legge le scritture alla lettera. Un'altra cosa che hanno in comune è la tendenza ad estromettere gli altri: Martini non è Cattolico e così via. Ovvio che si può discutere del Cardinale, credo sia offensivo, nei suoi confronti, considerarlo non Cattolico, in altre parole cacca. I lefebriani che non amo, sono stati ri-accolti, non del tutto, da Benedetto XVI. C’è posto per tutti, però non vorrei che come gli Islamici di Rotterdam prendessero in ostaggio la Chiesa con i loro modi. Non la prenderanno naturalmente, perché cattolici o no, sono una minoranza e tale resteranno, per fortuna. Naturalmente si rifanno sempre al Papa, che a mio avviso interpretano a modo loro, però potrei sbagliarmi. Io sono solo un uomo, non Dio. Si accontentino della messa in latino e di considerarsi i migliori, i più bravi, quelli che sanno, i veri Cattolici, i veri Cristiani e i custodi della fede. Il resto verrà quando matureranno i tempi. Una preghiera soltanto. Non citino encicliche, sicuramente interessanti, come se fossero dogmi, perché non lo sono. Il dogma è un'altra cosa.

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