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Ingerenza laica

20 Maggio 2009 alle 20:15

Due alti prelati discutono una questione di fede e di dottrina, che riguarda prettamente la vita dei cattolici e il loro accostarsi ai sacramenti. Leggo di tutto, tutti sono interessati al destino dei divorziati in seno alla Chiesa, tutti dicono la loro, anche e soprattutto i laici e francamente non capisco cosa gli importi di noialtri bigotti e dei nostri problemi col divorzio, i preti celibi e il peccato. Perchè si preoccupano dei nostri precetti antidiluviani se ciò non ha nulla a che fare col rapporto con gli altri (non cattolici) e con la loro libertà? Perchè si infilano nelle questioni di dottrina cattolica, quando noi si suppone che si stia umilmente zitti quando si parla di libertà e etica, che c'abbiamo la nostra di etica, storta e incomprensibile ai più (loro)? Perchè questi discorsetti di opportunità non li vanno a fare ai musulmani quando discettano di veli e libertà delle donne? ah questi laici, con la loro verità assoluta, che si pretende neutrale e scevra di pregiudizi, ma ahimè, non lo è affatto (è forse un altro concetto di inizio-fine vita, un altro concetto di libertà, un altro punto di vista, ma non quello Giusto, il solo), per cortesia, almeno nelle questioni cattoliche riuscireste a farvi gli affari vostri e non infilarci il vostro Credo (perchè di questo si tratta anche per Voi, non c'è un dio, ma la vostra assomiglia ogni giorno di più a una fede...). p.s. scherzi a parte, per me potete discuterne quanto volete, anche con i cattolici, anche tra atei, anche tra musulmani, laici, buddisti, come vi pare, non c'è nulla di male, anzi, ne sono felice, perchè così riconoscete a questa fede il rango di una cultura che appartiene anche a voi e dalla quale, volenti o nolenti, provenite.

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