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Se l'uomo non è libero

14 Maggio 2009 alle 15:15

Ho letto con grande attenzione l'articolo di Marina Valensise che riporta il suo incontro con il prelato Oberkampf; alla fine dell'articolo, avrei voluto essere presente in quel bar per fargli questa domanda: ma lei, nel protestantesimo calvinista che ha descritto, che cosa ci vede di bello, di convincente e di vero per sè (e dunque per gli altri) che muova la propria libertà? La fede da lui spesso citata come soluzione mi appare allora come uno sforzo disperato di affermare qualcosa che non esiste o che, se esiste, non ha nulla a che fare con l'uomo. Ma allora chi me lo fa fare di sottostare ad una rigida morale o di fare dei sacrifici? Cui prodest tutta la fatica che si fa se "un bene" non esiste?

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