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Barconi etici

14 Maggio 2009 alle 13:45

Dalla prospettiva di questa stanza non è facile essere destati allo stupore. Oggi sono arrivato presto e non sono riuscito ad ascoltare per intero una trasmissione radiofonica che aveva per tema la legge sull'immigrazione che oggi il nostro Senato andrà a votare dopo essere transitata, senza essere respinta da una nave da guerra, alla commissione d'origine. Ho solo potuto ascoltare l'incipit perlatro condivisibile. Senza legge alcuna, evangelicamente, ogni essere umano che scappa per fame, miseria e stenti, deve essere sfamato, dissetato ed accolto. Deve essere possibile che si ricongiunga poi con i suoi cari. Questo senza alcuna legge scritta dovrebbe fare l'uomo con il suo simile. Fatto salvo il principio già qualcuno nel '500, come tremendo precursone d'una modernità che già gli apparteneva, individuò un diverso ambito per la politica rispetto al luogo dove i flutti o i marosi dell'etica si sarebbero secolarmente infranti. Gli stati non si governano con i Pater Noster. Quell'individuo era Niccolò Macchiavelli. Il mio ascolto è terminato nel dubbio amletico espresso dal curatore se Macchiavelli fosse stato il primo potente ateo cinico, o solo appunto un tremendo precursore della modernità. Poi è finita cinicamente la strada e sono sceso dalla macchina. La semplicità è il sigillo della verità leggo da qualche altra parte. Immagino di esserne fatalmente lontano anche in questi pensieri.

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