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La terza legge di Galatoff: se non sei scemo, sei benvenuto

13 Maggio 2009 alle 11:00

Tra le tante affermazioni che sono state dette attorno al tema del "respingimento dei clandestini", una accomuna quasi tutti gli interventi, presidente della Camera compreso: "Chi viene qui per lavorare ben venga, gli altri, soprattutto quelli che vogliono delinquere, tornino a casa." Certo l'intelligenza rimane un miraggio, mentre la banalità mascherata da buon senso (ed arricchita dalla coazione a reiterare), trova varchi più ampi della difesa della Roma. Ma insomma, cosa vuol dire, chi viene per lavorare? Vuol dire che se chiedessero di entrare in Italia 5 milioni di persone che affermano "voglio lavorare" dovrebbero essere accolti? La variabile "lavoro" cioè è la determinante per decidere l'accoglienza? E' la condizione necessaria e sufficiente visto che la disoccupazione è assente? C'è lavoro per tutti? Badanti, giardinieri, idraulici, laureati del Ghana? E poi, chi dovrebbe somministrare il questionario due secondi prima degli sbarchi, questionario che contiene la fatidica domanda: "Vieni in Italia per lavorare? SI-NO. Vieni In Italia per delinquere? SI-NO. Altro? Barrare la casella apposita". Altro? Siamo cioè diventati come gli Americani quando chiedevano ai turisti diretti in USA se erano terroristi? Cosa complessa gli immigrati. Immigrati, e non migranti, perchè anche con la cacofonia ci si può arruffianare la coscienza.

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