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La cospirazione per detronizzare l'Imperatore

12 Maggio 2009 alle 15:45

Avete notato il cambio di strategia della sinistra per abbattere l’imperatore, il cui consenso popolare sembra quasi crescere, anziché diminuire? Fallita la via giudiziaria, ora si cerca di far leva su altro, per scalzare Berlusconi dal seggio del potere: il chiacchiericcio da bar, il divorzietto, la palpatina. Si cerca di dipingere il Cavaliere come cavaliere di nome, ma non di fatto (specialmente con le donne). Lo si addita come un pervertito, un pedofilo, un spargifigli a tradimento (della Veronica), quando non tutte e due le cose allo stesso tempo: padre illegittimo e incestuoso. Prima erano l’Obama abbronzato e il bubusettete alla Merkel, le leve per dimostrare che un pagliaccio del genere è indegno di sedere a Palazzo Chigi. Adesso siamo passati dallo sberleffo all’inquisizione morale, al tentativo di epurazione politica tramite gogna mediatica, in perfetto stile anglosassone. Ci si scandalizza per una battuta infelice del Premier, per presunte relazioni extraconiugali, ma guai a chi tocca Moana nel presepe, il preservativo griffato di Bobo Vieri, Novella 2000, i culi delle veline, il sesso libero, le barzellette sconce. A me pare un piano definito a regola d’arte. C’è in atto un tentativo di dimostrare che la politica deve essere fatta di gente irreprensibile, al punto che quasi non avremmo bisogno di votarci ai santi in chiesa: basterebbe andare in Parlamento. Grazie a Dio, nonostante Grillo e il suo tentativo di instaurare un regime di moralismo protestante, viviamo ancora in un paese di cultura cattolica, nel quale la gente prova simpatia (nel senso greco del termine, di condividere una condizione umana) per il peccatore, sia esso inadeguato all’etichetta o fedifrago, sia esso operaio o Presidente del Consiglio. Perché gli italiani sanno innanzitutto che la moralità in politica è spendersi per il bene comune. E perché ciascuno di noi in cuor suo sa che, con lo stesso metro con il quale oggi giudichiamo, potremmo essere a nostra volta giudicati in futuro.

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