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Dietro lo scudo di Alberto da Giussano, ci sono anche africani...

11 Maggio 2009 alle 14:30

Studente universitario d'economia a Brescia, candidato per le elezioni dei rappresentanti degli studenti in una lista legata alla Lega Nord, spesso e volentieri affronto discussioni sulla mia appartenenza politica, specialmente con i miei conoscenti (parecchi) camerunensi. Forse anche perchè sono nato in Valle Camonica, ma mia madre viene dal Burundi. La mia carnagione attira un poco l'attenzione quando siedo al gazebo tra i simboli del Movimento. La mia scelta viene dileggiata civilmente dagli amici che da sempre mi rinfacciano la stranezza della situazione. Una vignetta di Giannelli sul Corriere di venerdi esemplifca splendidamente: sul vagone di una metropolitana un agente ha appena fermato un uomo di colore che prontamente esplode "mi sun chi perché mi sun de Milan!..." segue una serie di improperi meneghini tra i quali il più gentile è "terùn". Devo dire che situazioni simili ormai si riscontrano quotidianamente nelle città con elevata percentuale d'immigrati, dove i più giovani ragazzi "negri" sfoggiano una spontanea parlata dialettale. E mi giungono voci di adesioni controcorrente da parte di stranieri alle proposte di Bossi & c. D'altra parte apprendo solo adesso dell'esclusione di Piccardo a causa della Lega a Imperia. Capita. La mia tesi, alla fine delle fiere, è questa: prima di chiamare "razzisti" noi della Lega, bisognerebbe avere amici leghisti. Conoscendo le persone verrebbero spazzati via molti pregiudizi. Basta guardare la voce della lega Nord su Wikipedia: un unico trafiletto dedicato alle accuse di razzismo, a testimoniare la marginalità dell'aspetto (questa osservazione va presa a titolo d'inventario, magari lo stesore della voce è un militante).

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