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Clandestini: diciamo anche che...

11 Maggio 2009 alle 21:15

Diciamo anche che i clandestini sono utilizzati come strumento di pressione contro i Governi per influenzare la politica interna, estera ed i rapporti internazionali. Lo vedi perche' col tempo si sono create modalita' per fare mandare in crisi il nostro sistema, lo capisci perche' gli immigrati una volta sbarcati apprendono in poche ore tutti i trucchetti per avere questo o quello garantito, gratuitamente e sfuggire ad ogni legge. C'e' una grossa differenza con quelli che lasciando il nostro Paese col cuore in mano andavano in America o in Germania o chissa' dove. C'e' anche differenza con quanto avviene negli USA, continuamente "invasi" dai confini messicani da disperati che pero' fino a pochi mesi fa erano importanti per l'economia e per questo di fatto ben tollerati. Diciamo anche che un Paese sovrano deve prima di tutto proteggere i propri cittadini ed i propri interessi. Inutile poi sentirsi dire che quelli sono Paesi poveri, perche' tutti sanno che quello non e' il motivo e spesso non e' nemmeno vero. Piuttosto sarebbe interessante vedere dove vanno a finire le risorse spese per gli aiuti umanitari. Sarebbe anche capire se sia lecito imporre ad un Paese un’accoglienza cosi’ estesa ed indiscriminata da distruggere non solo la propria economia, ma anche la propria cultura, identita’, autonomia, ovvero se una Nazione puo’ essere “obbligata a suicidarsi”. Diciamo per finire che la grande teoria unificata non e’ solo ricercata dalla fisica, ma forse anche da un certo potere politico ed economico che vorrebbe unificare il governo eliminando le differenze tra nazioni cioe’ la cultura, le tradizioni, le leggi e le religioni (alcune di sicuro, ma forse non tutte…) e questo lo vediamo ad esempio nel codex alimentarius e nel caso della nuova religione globale (Yale e Tony Blair Foundation), temi che andrebbero approfonditi.

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