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Alcune domande sull'immigrazione

11 Maggio 2009 alle 14:45

Può uno stato sovrano accettare che la propria politica dell'immigrazione sia cogestita o addirittura imposta da organizzazioni criminali senza scrupoli? I governi considerati esemplari dai progressisti, cioè Obama e Zapatero, accolgono tutti indiscriminatamente come si vorrebbe dal governo italiano? Qualche governo serio lo fa? Possiamo dire che l'Onu ha titolo a parlare di diritti dei profughi dopo che nel 1995 migliaia di profughi bosniaci posti sotto la diretta protezione delle truppe Onu furono indisturbatamente massacrati dai serbi? Risulta che l'Onu si occupi premurosamente dei profughi e dei richiedenti asilo nel paese di origine e non solo quando cercano di arrivare in Italia? Possiamo dire che se i libici detengono i migranti in condizioni inumane, l'unica soluzione sia portarli in Italia? Un'accoglienza indiscriminata è giusta verso gli immigrati regolari che lavorano, rispettano le leggi italiane, pagano le tasse e si sottopongono, come i cittadini italiani, alle inefficenze della burocrazia italiana? L'unico modo per chiedere asilo è cercare di raggiungere illegalmente il paese in cui si vuole fuggire? Il principio di legalità vale per tutti o ci sono zone franche? Vogliamo includere in queste zone franche i trafficanti di esseri umani? E' leale servirsi dell'affermazione di un prelato in certi casi e gridare all'ingerenza quando si parla di altri argomenti? Può l'Italia ragionevolmente garantire un futuro decente e umano a tutti quelli che vogliono entrare nel nostro territorio? In tutta onestà, a queste domande posso solo rispondere no, e questa è la ragione per cui tutto sommato approvo in questo caso la condotta del ministro Maroni in tema di immigrazione, fatta salva la ricerca di soluzioni politiche cooperative a livello internazionale.

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