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Il relativismo morale

7 Maggio 2009 alle 14:30

Da quando le virtù cristiane hanno “cambiato nome” (Solidarietà invece di Carità, ecc.) i frequentatori delle sacrestie violano più spensieratamente di prima il precetto evangelico del “non giudizio”, con maggiore audacia di quanto già non facessero quando certe debolezze umane venivano coperte dal pudore o dall’ipocrisia. Ora il “giudizio” è partigiano, anzi partitico: piena assoluzione per i vizi conclamati della propria parte; condanna senza appello per i vizi presunti della parte altrui. Quindi il relativismo cristiano è diventato anche relativismo morale in chi usa - e non segue - i precetti morali, facendoli diventare un’arma politica che si combina ottimamente con la calunnia.

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