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La parte di Fini

6 Maggio 2009 alle 13:45

Peccato. Era l'uomo giusto per risucire l'impossibile: aprire la stagione post-partisan. Veniva da una parte politica indiscutibile, andava verso un'altra parte che sembrava indiscutibile. Chapeau, bisogna esserci tagliati! Perche' la grande capacita' di Gianfranco Fini e' quella di essere "di parte", sempre, anche quando prova a dire cose di buon senso e da condividere. Tutto (e il contrario di tutto) potra' dire o fare nella sua attivita' politica, ma il nostro non sembra tagliato per riuscire a dire qualcosa che rappresenti di piu' che la visione una parte. Le sue, anche quando si tratta di dare il voto agli immigrati o di ritrattare la sua originaria fede politica, sono, per scelta del luogo o del tempo in cui vengono espresse, sempre partigianerie. Essere insomma sempre in grado di rappresentare una parte - fosse anche da prendere in considerazione e giudicare una crisi matrimoniale - e' un'arte. Ed e' questa la parte da cui sta Fini.

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