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Divisioni

5 Maggio 2009 alle 16:45

E’ passato sotto silenzio il bell’articolo di venerdì 1 maggio su W. Kasper, altre vicende hanno polarizzato l’attenzione. Un teologo fra i più importanti della seconda metà del 900’. Sottile pensatore nella riflessione sulla divisione fra i Cristiani. Considerata da alcuni il male profondo del Cristianesimo e misconosciuta da cattolico, poco interessato al tema. Raramente consideriamo questo male come nostro, riguarda le altre sette. Gli ortodossi sono portatori di una spiritualità assolutamente equiparabile a quella della chiesa Latina e siamo debitori nei confronti dei protestanti in termini di Esegesi e studio delle scritture. La chiesa orientale, poco conosciuta, è stigmatizzata come “quella dell’est” e i riformati sono poco più di una setta in disfacimento. Si fa un gran parlare di mondo, dialogo, fede, liturgia e debolezza del Cristianesimo, però pochi riflettono sul male spirituale che riguarda tutti. La rottura dell’unità delle origini è frattura del corpo di Cristo. Peggio molto peggio del dileggio cui assistiamo quotidianamente o quasi.. La realtà è che ogni chiesa si ritiene la vera depositaria della fede originaria e della verità. Per i protestanti il Papa è ancora una sorta di anti Cristo; per i cattolici i riformati sono eretici. E’ ancora molto lontano il tempo dove ogni pezzo di chiesa per ritrovare l’unità sarà disposta a fare gli inevitabili passi indietro. Ogni chiesa è una luce nel mondo, non per gli uomini che la compongono, sarebbero già estinte, ma per volontà di Cristo; Fossero unite diventerebbero un fuoco che lo incendierebbe.

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