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Parolacce e confusione

4 Maggio 2009 alle 17:45

Da sempre i ragazzini hanno amato dire le parolacce. Lo facevano per infrangere le regole, per provocare, per sentirsi già adulti. Poi, una volta cresciuti, smettevano. Perché in televisione e alla radio non sentivano pronunciare parolacce, perché in casa i genitori stavano attenti a non dirle, perché tutta la comunità le considerava segno di maleducazione. Da tempo non è più così, ed i giovani - che crescono in un mondo dove i media, i genitori e gli adulti in genere si comportano da cafoni - non smettono più di dire parolacce. La colpa è nostra, non loro. E - se ci pensate bene - i limiti della scuola, l'espressionismo dei dialetti, la scorrettezza grammaticale e la povertà di linguaggio sono tutto un altro problema. Se si vuole, parallelo, ma nettamente diverso.

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