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La Signora l'ombra di Savonarola

4 Maggio 2009 alle 15:11

Nella patria di Machiavelli non si comprende ancora che altro è la politica altro la morale; lo scandalo non indebolisce il potere,lo rafforza, perché viene percepito come conferma di quel principio della divisione politica. La questione familiare del premier non sposta voti, anzi ne accresce il consenso. Un premier che non presentava a suo fianco come Sarkosy la sua Carla Bruni, che pure viene dallo spettacolo come Veronica Lario, sapeva al gusto degli italiani come una finzione cerimoniale; adesso che le carte sono sul tavolo, gli italiani hanno avuto conferma del loro sospetto, che la sig.ra Lario aveva fatto un buon investimento della sua bellezza e che la cedola è scaduta.La sinistra imbozzolita nel moralismo catto-gramsciano non si capacita di come il premier possa incantare il popolo dei lavoratori, perché Berlusconi, come Bossi fa risuonare la pancia e per far politica in democrazia non è necessario un master. Gli intellettuali, i giornalisti, sono cortigiani del principe, elegantiarum arbitri, ma non autori del consenso. Non si può estinguer la fame degli uomini parlando del digiuno, perché a mezzogiorno lo stomaco reclama il suo foraggio, quindi nemmeno la Signora comprende il carisma del marito, parla come una filosofa, vorrebbe eliminare dal primato morale degli italiani il grande fratello, raddrizzare le gambe ai cani, trascurare le cose come andrebbero fatte per perdersi dietro all'immaginazione di esse, fare il Savonarola o il Gramsci, alla cui lezione si attiene ancora la sinistra, ma di entrambi conosciamo la fine, quelli che se ne fanno ministri non sono santi, ma a loro modo servono la storia.

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