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Lo stile "da caserma" imperversa

2 Maggio 2009 alle 13:35

Concordo con i lettori che si lamentano del turpiloquio corrente. Ci tengo a precisare che ho solo 35 anni, non sono un cecchio barbogio, ma il fatto di non parlare in quel modo contribuisce a rendermi una specie di marziano. Il grottesco è che questa mania del turpiloquio è stata introdotta alla grande dai soliti eroi del '68, i quali dovevano fare la Rivoluzione, ma nel fare ciò si sono ispirati niente meno che a una cosa che dicevano di detestare, ossia la caserma del servizio militare. Se ci fate caso, oggi nessuno vuol fare il militare, però siamo pieni di modi di fare che risalgono alla vita dei militari: le parolacce, la pornografia, la bestemmia, i "cento giorni" prima dell'esame, le scuole ridotte a centri di ammassamento per quasi tutta la giornata con un professore-caporale e una massa di sfaticati-pseudostudenti che cerca di fregarlo... Curiosa eterogenesi dei fini. Qualcuno dovrebbe rifletterci su.

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